Riassunto Trek Brenta

1° giorno, Domenica 15/07/2007: Partenza con l'eurocity 85 alle ore 07:42 da Roma Termini; arrivo a Trento alle 14:10; pullman per Molveno dove giungiamo alle 16:15; da lì in due ore e mezza siamo al Rif. Croz dell'Altissimo (Ribattezzato C. del TIRCHISSIMO) 1408 mt slm. Il caldo umido presente nel bosco, nel quale passava il sentiero, ci ha fatto sudare in maniera immonda così ci facciamo una doccia (costo:3€, la doccia però parte calda anche senza gettone...). 19:30, cena. Si mangia da schifo (e che nessuno se ne esca: <Non si dice che shifo delle cose da mangiare> o simili rotture perché era veramente immangiabile): la pasta era praticamente cruda e appiccicosa, il sugo era una sbobba inavvicinabile, le uniche cose quasi decenti erano le salsicce. Per poco la sera, dopo cena, non mi sono sentito male per quanto schifo avevo ingerito; come non bastasse erano anche porzioni striminzite ed i prezzi (soprattutto quelli delle birre, 4,50€ 33 cl) erano spropositati. Finita la cena stiamo fuori a parlare fino a quando, alle 22:04, colei che gestisce il rifugio, senza troppi preamboli, minaccia di chiuderci fuori. Io sono in stanza con Hannah, Stefano, Livia, Mariella (o era Mirella? Vabbé, tanto d'ora in poi verrà soprannominata "Sacco lenzuolo" o "S.L." perché la mattina seguente farà una scenata, senza motivo visto che tutti l'avevamo ustao, sul fatto che senza sacco lenzuolo non si può dormire nei rifugi), ed una crucca ladra (poi capirete perché).

2° giorno, Lunedì 16/07/2007: Sveglia alle ore 07:00 (Stefano si accorge che gli è sparito il pane che aveva lascaito in una busta vicino al letto, ecco perché crucca ladra!), colazione (schifosa) alle 07:30 e partenza alle ore 08:30. Quando ci mettiamo in cammino il sole deve ancora uscire da dietro le montagne e questo ci permette di marciare al fresco. Riempiamo le borracce in un torrente e, alle 09:30, arriviamo al Rif. Selvata (1630 mt slm) dove sostiamo per 40' prima di ripartire. Non appena il sole fa capolino da dietro le alte vette la temperatura sale a dismisura e tutti cominciamo a sudare. La prima parte del cammino è raggionevolmante in piano e su un terreno relativamente agevole; è l'ultima parte, 500 mt buoni di salita su su ghiaione che stronca obbligando a molte soste i membri più deboli del gruppo compresa Livia che si arrende negli ultimi 50 mt di dislivello. Fortunatamente io, Davide e Pietro (già arrivati al rifugio da circa mezz'ora) riscendiamo e gli prendimo lo zaino. Alle 14:10 siamo tutti al Rif. Tommaso Pedrotti (2491 mt slm). Nel pomeriggio alcunii di noi si fanno una doccia e giocano a carte mentre altri vanno a fare un'escursione suplementare con S.L. (accompagnatrice di un'altra sezione che sostituisce Michele Manna nei primi giorni del trek). La cena è alle 18:00, noi mangiamo (tanto e bene, fortunatamente) e ce ne andiamo a dormire verso le 22:00 quando spengono tutte le luci.

3° giorno, Martedì 17/07/2007: Sveglia alle 06:40, colazione alle 07:00 e partenza ore 08:00. Gli accompagnatori ci separano in un "gruppo ferrate" ed un gruppo "sentiero normale". Alle 08:42 arriviamo alla biforcazione dei sentieri (a noi toccano Livia e S.L. come accompagnatrici). L'inizio per il gruppo sentiero non è dei migliori: cominciano a scendere per un nevaio che poi si rivela la strada sbagliata. Noi del gruppo ferrate ci imbraghiamo e cominciamo la marcia al passo di S.L. (come era rilassante n.d.r.) e fermandoci di tanto in tanto per farci delle foto. Poi il Paolonz prende la testa della fila e si comincia ad avanzare ad un passo un po' più sostenuto. Alle 13:00 ci fermiamo al rif. Alimonta per pranzare e rilassarci, poi, versole 14:00 ci rimettiamo in marcia alla volta del rif. Brentei. Una volta arrivati sopra al rif. Brentei, anziché scendere e raggiungerlo per poi continuare su un sentiero normale, come in programma, restiamo in quota e percorriamo un altro pezzo di ferrata. Purtroppo, prima di poterci aggancira a questa seconda parte siamo costretti ad aspettare ¾ d'ora perché abbiamo dovuto far passare un gruppo proveniente dalla direzione opposta. Finalmente riusciamo a cominciare a muoverci e per le 16:50 finiamo la ferrata vera e propria e per le 18:40 arriviamo al rif. del Tucket ed al rif. O. Sella (uno a 20mt dall'altro). Qui troviamo ad aspettarci il Manna che ha percorso le nostre tre tappe in un giorno (tagliando un po' ed evitando le ferrate). Purtroppo in questo rifugio non ci sono docce fatta eccezione per quella riservata all gestore. Io e qualcun'altro ci laviamo nei lavandini (a mali estremi, estremi rimedi). Le ragazze, invece, decidono di chiudersi nei bagni comuni esterni facendo formare una coda abnorme fuori dai bagni. Quando andiamo a far presente questo a Livia, ci sentiamo dire: «Vabbé» (poi lei si fa i problemi su come ci presentiamo agli atri e della nostra reputazione come gruppo tanto da sgridarmi perché mi sono lavato ai lavandini!). Ore 19:00 cena. Dopo cena, nella camerata dove mi ero sistemato decidono di fare baldoria così mi trasferisco, facendo uno scambio di posto con Michele, nell'altra. Scende la notte, il sole sparisce in un meraviglioso tramonto dietro le vette più lontane: io, Flavio, Milène, Lorenzo, Davide ed uno cha abbiamo conosciuto in rifugio saliamo su di un masso e ci godiamo lo spettacolo del firmamento. Poi, verso le 23:30, rientriamo silenziosamente in camera.

4° giorno, Giovedì 18/07/2007: Sveglia alle 07:00, colazione alle 07:30. Durante la colazione accade una cosa che non mia sarei mai aspettato: io e Livia siamo seduti allo stesso tavolo, entrambi chiediamo del cioccolato caldo. La prima tazza che arriva se la prende Livia, quando arriva la seconda tazza la prendo io. Livia, vedendo che nella mia tazza c'era più cioccolato che nella sua, le scambia senza chiedermi nulla e dicendo: <Il tuo è più buono> zittendomi dicendo: <Che vuoi che sia> quando tento di replicare a quest'abuso di potere (traete tutte le conclusioni del caso n.d.r.). Partiamo alle 09:24; cominciamo a salire verso l'inizio della ferrata. Fortunatamente il sole è ancora dietro le vette più alte quindi la salita, seppur di 1h e 40', non risulta molto faticosa. Iniziata la ferrata, ci fermiamo, dopo poco, sotto Cima Grostè da dove Michele, Lorenzo, Luca, Federico e Hannah salgono in vettai riscendendone poi correndo. Scendendo verso il rifugio incontriamo la famosa crucca ladra ma, colti alla sprovvista, non gli diciamo nulla. Alle 14:00 arriviamo al rif. Graffer al Grostè dove scopriamo che la tappa del gruppo sentiero era di appena 3½h e che, quindi, erano già arrivati ed erano andati a fare un giro supplementare. Noi ci facciamo una doccia, giochiamo sia a carte che con la palla di Flavio. Ma il gioco del giorno è il baseball, in un campo improvvisato, con un pezzo di legno al posto della mazza e un sasso al posto della palla. Il gioco cessa quando il sasso passa a 5cm dall'orecchio destro di Simone e viene sostituito da un bel cappottone ad Hannah. In conclusione riporto che uno str**zissimo cane buca la palla del Grande Flavio (io sono da tempo per la soppressione di quegli stupidissimi quadrupedi buoni solo a portare le zecche). Cena alle 21:00, a letto alle 23:00.

5° giorno, Venerdì 19/07/2007: Sveglia alle 07:00, colazione alle 07:30 (mi siedo a debita disatanza da Livia), partenza alle 08:30. Dopo 2h e 45' arriviamo a delle cascate. Nel frattempo arriva una chiamata sul cellulare di Livia: è il rif. Graffer che comunica che il nostro gruppo ha fatto un graffito su uno specchio (confermo n.d.r.); Livia, appresa la notizia, sbrocca, ma nessuno se la fila (io e Davide parliamo dei giochi del computer n.d.r.). Finita la sfuriata riprendiamo in cammino. Dopo circa ½h Lucio cade slogandosi la caviglia. Alle 13:30 arriiamo al rif. Casinei dove pranziamo e lasciamo il povero Lucio che non può continuare a camminare. Alle 15:00 ripartiamo, l'atmosfera all'interno del gruppo non è delle migliori ed il clima non collabora (caldo torrido e per giunta il sentiero non presentava alberi), il colpo di grazia all'integrità del gruppo del trek viene dato da Michele che mi getta una lente a contatto (quindi il gruppo si divide in pro-Manna e contro-Manna). Alle 17:00 arriviamo al rif. Brentei dove ci facciamo una doccia e facciamo baldoria. È da annotare il fatto che a minare il rapporto gruppo-accompagnatori ci pensa la Steve chiamandoci in camera sua due a due per:

  1. dirci che Michele non è una brava persona;
  2. dirci che bisogna isolare il colpevole del graffito (e dire che lei ha sempre sostenuto che noi dell'ESCAI dobbiamo essere come una famiglia n.d.r.);
  3. dirci che lei non aveva fiducia in molti di noi;
  4. farci un liscio e busso (ingiustificato nel caso di molti n.d.r.) che non va giù ad alcune persone (fra cui me n.d.r.).

Per dirci tutto ciò ha impiegato quasi 1h. Siccome Livia non ci ha detto di non riferire le sue parole, nel giro di 5min tutti sapevano quello che aveva detto agli altri. Cena alle 18:30, a letto alle 21:30.

6° giorno, Sabato 20/07/2007: Sveglia alle 07:00, colazione alle 07:30, partenza ore 08:30. Ci dirigiamo verso il rif. Casinei per andare a riprendere il povero Lucio. Durante la marcia il cellulare di Livia squilla
(...suspance...)
(...suspance...)
(...suspance...)
(...suspance...)
È il rif. Brentei che ci comunica che dal piano dove avevamo noi le camere è sparito il cellulare di una loro dipendente. Livia ci accusa senza alcuna prova, e menchemeno ragione, del furto e ci obliga a versare un "contributo volontario" (non sapete quanto, l'unico serio è stato flavio che ha semplicemente incrociato le braccia alla richiesta di Livia ed, in seguito, ha lasciato il gruppo n.d.r.). Siccome Michele si oppone alla ramanzina di Livia viene cacciato (maggiori notizie nel Dossier Manna. È da ricordare che nello stesso rifugio era presente anche la sezione fiorentina dell'ESCAI e che, anche se avevano le camere al piano di sopra, non erano disabili (a buon intenditor poche parole n.d.r.). Arrivati al rif. Casinei, prima di ripartire, Livia ci richiama uno ad uno per "conversare" con lei ripetendo pressoché le stesse cose della sera precedente. Alle 13:26 torniamo nel mondo civile, a Madonna di Campiglio dove pranziamo e, alle 14:50, incontriamo Cesare Maestri (merito dell'organizzazione e dei contatti di Livia). Alle 16:54 prendiamo il pullman per Malè poi il treno per Trento dove arriviamo alle 18:00. Arrivati all'ostello dove è previsto il pernotto ci facciamo una doccia, ceniamo (porzioni micragniose e cattive servite da cameriere scorbutiche) e poi ci dedichiamo alla visita della città. Poi, verso le 23:00 si va a dormire.
N.B.: LE NOTIZIE CHE STATE PER LEGGERE SONO STATE VERIFICARE E CONFERMATE DA PIÙ FONTI.
Io stavo dormendo pacificamente nella mia camera con tutti quelli con cui dovevo condividerla. È necessario premettere che io, temendo incurzioni notturne da parte di Michele avevo preventivamente chiuso la finestra fra le prese in giro di tutti (prese in giro che si sono dovuti rimangiare la mattina seguente). Bene, premesso ciò, la notte vengo svegliato da alcuni flash. Adirato chiudo la porta mandando Michele a quel paese. Allora entra una puzza di bruciato da sotto la porta (è Michele che, per far aprire la porta, tenta di far scattare l'antincendio: io lo capisco) ed io, come contromisura, bagno un asciugamano e con quello sigillo la porta come si fa in caso di incendio. Michele, capendo che con la forza non sarebbe mai riuscito ad entrare, diplomaticamente bussa. Paolo Perone, l'accompagnatore che dormiva in camera nostra, va ad aprire. È Michele che spiega il perché delle sue azioni: Hannah e Federico stavano dormendo uno sopra l'altra (chissà perché (È IRONICO) n.d.r.). Il tutto è stato fotografato con la macchinetta fotografica di Milène (peccato che lei abbia cancellato quelle foto).

7° giorno, Domenica 21/07/2007: La mattina ci svegliamo con tutta calma, visitiamo la cittą per la seconda volta, e, alle 14:05, ci rechiamo alla stazione di Trento per prendere l'IC Monaco-Roma. Purtroppo il treno tarda 105' così, mentre tutti tornano all'ostello, io, Flavio e Milène ci andiamo a sdraire su un prato (questo ci consta una ramanziana di Livia che, tanto per cambiare, non ascoltiamo neanche). Finalmente il treno arriva, il ritardo era dovuto al fatto che alla frontiera si era rovesciato del materiale tossico sui binari. Peccato per l'avaria L115 che, aiutata dai 40° estreni, rende il viaggio pessimo (L115=aria condizionata KO). Rientriamo a Roma alle 21:44 recuperando 11' sul ritardo previsto. N.B.: Livia, Lorenzo e Federico non hanno preso il treno con noi perché dovevano partecipare al trek UIAA.

In questa triste maniera, con L115 che ci ha seguito per tutto il viaggio, i passeggeri bestemmianti, le spaccature interne al gruppo che penso mai si rimargineranno, si conclude questo trek pieno di sorprese, inconvenienti, cazzate e rimproveri ma anche di amicizie, coesioni, alleanze e relazioni sentimentali.

Fine